Si è conclusa con la notifica di 38 avvisi di garanzia la complessa indagine della Direzione distrettuale antimafia di Lecce su un vasto traffico internazionale di stupefacenti che, tra l’aprile 2019 e il dicembre 2020, ha inondato il Salento di cocaina proveniente dal Sudamerica.
La sostituta procuratrice Patrizia Ciccarese ha ricostruito l’attività di due distinte associazioni criminali che utilizzavano Belgio e Olanda come tappe intermedie prima di smistare la droga in Italia attraverso una fitta rete di contatti. Il primo gruppo faceva capo a figure come l’ex latitante Vincenzo Amato e Landi Baci, il quale avrebbe gestito le operazioni logistiche persino dal carcere in Spagna comunicando attraverso la moglie, mentre il secondo sodalizio faceva riferimento all’asse olandese guidato da Alduino Giannotta con base operativa in un ristorante di Amsterdam.
Per trasportare la merce, l’organizzazione utilizzava veicoli con vani segreti o, durante le restrizioni del lockdown, autocarri per la distribuzione di surgelati autorizzati a circolare liberamente. Un ruolo centrale nell’inchiesta è stato giocato dai flussi finanziari, come dimostra il sequestro di 350mila euro in contanti sottovuoto rinvenuti in una masseria a Torre Santa Susanna, e dall’individuazione di basi sicure per il taglio e il confezionamento, tra cui un villaggio turistico a Manduria dove venivano lavorati fino a 100 chili di cocaina per volta.
I sodali comunicavano tramite telefoni criptati Sky Ecc per sfuggire alle intercettazioni, ma le forze dell’ordine sono riuscite comunque a intercettare diversi carichi e a identificare i 38 indagati.




